1 marzo 2019

Enza Sampò racconta Carosello

La tv è entrata nelle case italiane da 3 anni quando appare Carosello: è il 3 febbraio 1957. Sta per esplodere il boom economico e bisogna educare gli italiani a nuovi stili di vita, nuovi modi di fare la spesa, di consumare.

 

E Carosello nasce proprio per questo, ma lo fa in modo sfumato, mai sfacciato. Un vero e proprio spettacolino lungo un minuto e 45 secondi come esca. E poi, alla fine, solo alla fine, il cosiddetto "codino" di 30 secondi, dove, finalmente, può apparire il nome del prodotto.

 

Questo è Carosello, un unicum della pubblicità mondiale. Il primo testimonial-divo è Mike Bongiorno, poi tutti gli altri: Anita Ekberg con Fred Buscaglione, Frank Sinatra, Mina e la Vanoni, Sordi e Gassman. Sketch che tutti conoscono, battute che tutti ripetono, cartoni animati che segneranno un'epoca: mo...moplen/ la pancia non c'è più/ e che c' ho scritto jo condor?/contro il logorio della vita moderna...

 

Carosello, come ricorda Paolo Mieli nei suoi interventi, è un vero fenomeno di massa, una fucina di talenti e di creativi, lo specchio della morale del tempo ma anche dei cambiamenti sociali. Tanto che, con gli anni '70, i ragazzi non si sentiranno più rappresentati dall'immagine stereotipata della famiglia e della società descritta da quelle pubblicità . Addirittura, alcune giovani donne "processeranno" in tv Armando Testa creatore del famoso slogan "chiamami... sarò la tua birra".

 

 

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